Informazioni sul progetto

Eleonora e Federico sono LA vittima e IL carnefice di questa nostra storia. Intorno a loro, i due ragazzi normali, ruotano le loro famiglie normali che, improvvisamente, si trovano catapultate in un universo di incredulità e reciproche accuse.

Paolo, il papà di Eleonora, uomo solo e reso fragile dalla morte della moglie, ancora chino sul suo dolore, è costretto a riscoprire di nuovo il mondo attraverso il dolore della figlia. Irene, la zia di Eleonora…la zia che ha giurato alla sorella che Eleonora sarebbe stata “come sua figlia” e che, per prima si accorge della devastante sofferenza di Eleonora.

Mauro, il papà di Federico…ingabbiato in quelli che pensa siano ormai dei ruoli definiti e definitivi all’interno della sua coppia e della sua famiglia…allontana da sé l’inaccettabile gesto compiuto dal figlio, ma poi lo riprende, tenendo il filo e cercando di riannodarvi anche tutto il senso della sua vita.

Serena, la mamma di Federico: un figlio che non riconosce e che butta “tutto quello per cui ha lottato” in balia di mille persone, senza alcun controllo…una madre riservata…la vergogna, la rabbia e poi la resa.

Attorno a Eleonora, Federico, Paolo, Irene, Mauro, Serena e alle loro storie dis-ordinarie, ci saranno tutte le altre persone che, per la loro professione, interverranno in aiuto di Eleonora e Federico, ma soprattutto dei loro sistemi familiari per sostenerli nella lettura e nella valorizzazione della crisi che stanno attraverso. E anche queste persone (“i professionisti”) alterneranno il dover fare, lo stare nel ruolo, al loro sentire, alle loro emozioni, alla stanchezza che alterna la speranza allo sconforto per le storie di giovani ragazzi che si ripetono, fermi in un buio immobile, con un destino segnato.

Il racconto alternerà momenti narrativi a momenti esperienziali permettendo ai partecipanti di “toccare con mano” non solo i sentimenti dirompenti che i protagonisti vivranno, ma anche le fasi di tutto il processo che, in seguito al reato commesso, si innescherà.

Il finale rimane aperto, costruito dai partecipanti che evolveranno insieme ai protagonisti della storia restituendo o la speranza di una rinascita o la chiusura di una punizione senza alcuna evoluzione: lo spettatore sarà guidato, grazie a dei professionisti, alla scelta dell’una o dell’altra conclusione permettendo una maggiore partecipazione e una immedesimazione diretta con i protagonisti della storia.

Il progetto “Inviami una foto” nasce con l’obiettivo di offrire agli adolescenti, genitori e adulti di riferimento un percorso di prevenzione, formazione ed educazione alla legalità e all’uso consapevole delle nuove tecnologie digitali e della rete internet.

In particolare, si desidera sostenere e favorire lo sviluppo di comportamenti socialmente adeguati nel web e preparare al riconoscimento di condotte delittuose cui è possibile incorrere.

Attraverso la rappresentazione teatrale, incentrata sulla narrazione non solo del percorso giudiziale, ma soprattutto dei sentimenti che provano i protagonisti, vogliamo permettere agli spettatori di sentirsi parte integrante di cosa possono vivere gli adolescenti (vittima e reo) e le loro famiglie dal momento della scoperta del reato fino alla conclusione di tutto l’iter giudiziario.

Il contributo di questa campagna servirà a realizzare dei video che porteranno l’iniziativa sui tavoli progettuali di aziende sponsor, enti, associazioni per raccogliere un più consistente investimento di circa 30.000 euro per realizzare la rappresentazione teatrale da portare sul territorio.

Motivazioni

Educazione alla legalità ragazzi - Uso consapevole delle tecnologie per i ragazzi