Informazioni sul progetto

Possiamo donare macchinari, possiamo ristrutturare edifici cadenti, possiamo sostituire vecchi letti e zanzariere, acquistare medicine per curare e dare sollievo ai malati. Ma senza di loro, infermieri e medici, i reparti dell’ospedale no-profit St. Luke, sarebbero pieni di pazienti malati e di camici vuoti.

Adottare un infermiere significa aiutare l’ospedale ad affrontare quelle spese correnti che gli permettono di mantenere ticket sanitari bassi, e quindi, rendere accessibili le cure anche e soprattutto a chi non se le può permettere.

Ogni anno l’ospedale sito nel villaggio rurale di Angal, in Uganda, cura oltre 57.000 pazienti, l’equivalente degli abitanti del comune di Molfetta, in Puglia, spendendo 782 mila euro. È tanto? È poco?

Un confronto: l’ospedale Niguarda di Milano, con lo stesso numero di accessi al pronto soccorso e il doppio dei ricoveri, spende 750 volte di più.

È vero, siamo in un paese del terzo mondo. Ma le 167 persone che lavorano al St. Luke, l’80% sanitari, sono indispensabili affinché ci sia qualcuno a prendersi cura dei malati che varcano l’entrata dell’ospedale, a circa 20 km dalla Repubblica Democratica del Congo e 200 km dal Sud Sudan.

Ad Angal ci sono 18 ostetriche e 31 infermieri (categorie entrambe diplomate), lavorano:

  • 12 ore al giorno,
  • 5 giorni la settimana per un totale di
  • 60 ore settimanali.
  • Lo stipendio mensile? 598.500,00 scellini ugandesi, ovvero 149,63€.

Il 9.4% di infermieri ed ostetriche è di genere maschile. Il 90.6% sono donne.

Vero, 150€ al mese sono pochi. Ma …il costo della vita in Uganda, come vi aspettereste, è inferiore a quello italiano, in media del 50%. Un kg di riso costa 1€ (da noi 2€), un pollo 4€ (da noi 2€), un litro di benzina 1€ (da noi 1,7€). Spostandoci nelle zone rurali peggiorano le condizioni di vita, i servizi, diminuiscono i costi ed i salari, si abbassano un pò i prezzi.

In media una famiglia ha 4 figli. È raro che tutti e 4 abbiano l’opportunità di andare a scuola perché, le tasse scolastiche annuali per uno studente si aggirano sui 900.000,00 Ugx che, moltiplicati per 4, arrivano a 3.600.000,00 Ugx, sei mesi di stipendio di un’infermiera.

Perché aderire? Uno.

Adottare= dal latino ad e optare, ovvero scegliere.

Crediamo sia importante essere consapevoli che aiutare l’ospedale St. Luke a sostenere i suoi medici, significa scegliere di sostenere persone, formazione, competenza. Significa riempire quei camici vuoti capaci, se presenti, di salvare pazienti la cui vita è a rischio, in paesi a rischio.

Perché aderire? Due.

Lo staff del St. Luke è totalmente ugandese, per la maggior parte di etnia alùr, la stessa dei pazienti che arrivano all’ospedale. È un punto di forza, ci si fida di chi dispensa cure, aspetto non scontato in culture fortemente tradizionaliste.

Adottare un’infermiera significa prendersi cura di lei e dei suoi pazienti. Significa una comunità sana, dotata di strumenti, meno povera, che reinveste in un territorio, capace di far fronte alle sfide sociali.

Perché aderire? Tre.

L’ospedale St. Luke nel 2021 è risultato il 1°, su 33 ospedali accreditati presso l’Uganda Catholic Medical Bureau, per qualità e quantità dei servizi erogati. Nella classifica degli ospedali nazionali risulta al 15° posto su 175. Le condizioni economiche offerte sono buone, rispettano le direttive nazionali, ma non riescono a competere con gli alti salari proposti dai grandi ospedali governativi. Per questo spesso il personale qualificato cerca lavoro in altre strutture.

 

Grazie!

Motivazioni

Assistenza medica accessibile a tutti

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