Informazioni sul progetto

Da quarant’anni siamo al fianco dei rifugiati. Serviamo chi è costretto a scappare da guerre e povertà in oltre 56 Paesi del mondo. In questa immane emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid 19, loro sono tra i più vulnerabili. Milioni di persone con un nome, una storia, una vita da difendere che rischiano di diventare numeri, contesi e negati ai margini dell’umanità. Al JRS conosciamo i loro nomi, ci commuoviamo ascoltando le loro storie, facciamo di tutto perché nessuno resti indietro.

Anche durante questa emergenza abbiamo riorganizzato i nostri progetti, le nostre attività continuando ad essere con loro.

Non è facile e siamo preoccupati.

In luoghi tristemente dimenticati come Sud Sudan, Siria, Kenya, Etiopia, Myanmar, l’arrivo del virus nella stessa maniera in cui si è presentato nei paesi europei e americani determinerebbe una catastrofe senza precedenti. Il conflitto che sta affliggendo la Siria da ormai 10 anni, la malnutrizione cronica sofferta dai bambini del Sud Sudan, le scarse condizioni igieniche del campo rifugiati di Kakuma in Kenya che accoglie più di 190.000 persone, la povertà estrema in molte aree rurali dell’Etiopia, un sistema sanitario fortemente provato in Myanmar, sono solo alcuni esempi che si replicano allo stesso modo in questi stessi Paesi e in moltissimi altri.

Cosa stiamo già facendo.

  • Abbiamo attivato servizi di emergenza allestendo postazioni per il lavaggio delle mani, aree dedicate alla quarantena per chi ha bisogno di vivere lontano dalle famiglie.
  • Ci stiamo adoperando con la distribuzione di beni di prima necessità soprattutto i prodotti alimentari, per le migliaia di persone che a causa delle misure di contenimento non possono più lavorare e garantire il sostentamento primario delle loro famiglie.
  • Continuiamo a fornire sostegno psicologico grazie alle nuove tecnologia, ma soprattutto ingegno e tenacia dei nostri operatori.
  • Abbiamo riadattato i nostri progetti formativi su piattaforme online e i nostri insegnanti stanno continuando a gestire le lezioni, anche laddove la connessione non viaggia alla velocità a cui noi siamo abituati.
  • Non abbiamo smesso di sostenere il nostro personale impegnato sul campo anche se alcuni donatori hanno ridotto o posto fine prematuramente al loro sostegno a causa del virus.
  • Stiamo riorganizzando tutti i nostri programmi perché prevedano misure di distanziamento sociale e sanificazione anche quando torneremo alla nuova normalità.

Sii parte di tutto questo! Supportaci in questa emergenza, una minima donazione fa una grande differenza nella vita delle persone che sosteniamo ogni singolo giorno.

 

Motivazioni

Il Coronavirus ha colpito tutti noi in modi diversi. Il JRS ha agito e sta agendo con rapidità e lungimiranza, non si è tirato indietro. Non farlo neanche tu! Sostienici, non rimandare il tuo gesto di solidarietà.

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