Informazioni sul progetto

Grave marginalità.

Quante volte ne abbiamo sentito parlare?

Tante. Troppe forse.

L’abbiamo vista con i nostri occhi ogni volta in cui ci siamo imbattuti in qualcuno che dormiva su una panchina o in una mano tesa davanti ad un sottovaso di plastica verde tra i corridoi della metro.

L’abbiamo sentita con il nostro naso ogni volta che qualcuno, avvolto in un cappotto sgualcito e consumato, ci è passato accanto sorridendoci con gli occhi tristi e profondi.

L’abbiamo vissuta ogni volta in cui ci hanno chiesto «scusa, non è che avresti una moneta? Ho fame…» sporgendo una mano scolpita dal freddo, gonfia e rossa avvolta in un guanto senza dita.

Forse non ce ne siamo accorti, intenti a misurare a grandi passi la strada verso i nostri mille impegni, persi nel telefono, disturbati dal freddo, dai rumori, dai pensieri. Ma abbiamo visto e sentito.

Questa è solo una piccola parte di ciò che si definisce «grave marginalità».

Ciò che ritorna ogni volta è «la persona»:  donne, uomini, adolescenti, anziani, italiani, stranieri, chiunque. Io, Te, Noi, i nostri amici, i nostri familiari, persone che mai avresti pensato.

Si, perché ogni persona ha la sua storia. 

No, non si parla solo di droga. 

Capita, e non è di certo una colpa consapevole, di sovrapporre la grave marginalità unicamente ai problemi relativi all’uso di sostanze. È vero, ma solo in parte.

C’è chi ha iniziato a bere perché ha perso il lavoro, chi usa sostanze a causa di trascorsi familiari burrascosi e irrisolti, chi vive per strada perché non ha più dove andare, chi ha problemi con le regole, chi è stato abbandonato, chi è stato sfortunato, chi ha perso tutto, chi ha divorziato. E chissà quante altre storie.

Dovremmo parlare con ogni singola persone che incontriamo per strada per sapere, per capire, per conoscere: gli operatori della Cooperativa di Bessimo, che ogni giorno scendono in strada, si impegnano per incontrare queste persone, per esserci, per fare qualcosa, per provare ad ascoltare.

L’Area Inclusione della cooperativa accoglie sotto questa etichetta i servizi di strada che operano applicando strategie di aggancio e riduzione del danno a Brescia, Bergamo, Crema, Cremona e Mantova, attraverso l’ausilio di camper (che vengono definiti «Unità Mobili») e di spazi appositi definiti di «tregua» che si chiamano Drop In.

In termine tecnico questi luoghi di incontro sono definiti «a bassa soglia» perché non c’è un iter da seguire per potervi accedere ma, negli orari prestabiliti, le persone che ne sentono il bisogno, possono entrare e trovare ristoro: un thè caldo, indumenti puliti, docce e, soprattutto, persone competenti pronte ad accogliere,  ascoltare, a capire, a consigliare, a dargli occasioni, proporre percorsi di riscatto e percorsi di inclusione. 

Con le Unità Mobili o a piedi zaino-in-spalla ci si muove in diversi punti delle città andando incontro, offrendo avamposti, dove le persone possono chiedere materiale di profilassi e consegnare siringhe usate, possono ricevere coperte per l’inverno, ma soprattutto incontrare qualcuno che si prenda cura, anche se per un istante, di loro e delle loro fragilità.

Seppur con delle riduzioni di attività dovute al periodo dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, gli operatori continuano a garantire i servizi a tutti coloro che, anche in questi giorni difficili, si rivolgono normalmente ai nostri servizi. Siamo in un momento difficile e un grande grazie va alle equipe per quello che stanno facendo con mascherine e guanti: distribuiscono come sempre il materiale di profilassi ma anche – e soprattutto – occhi sorridenti dietro alle mascherine, accolgono le paure degli utenti e le mille domande che queste persone fanno.

No, non c’è solo la droga.  Lo ripetiamo e lo ripeteremo ancora. Sono persone, storie, situazioni, incomprensioni, casi della vita, scelte sbagliate, condizioni, errori.

Tutti sbagliamo, tutti facciamo errori, tutti abbiamo momenti difficili. Le persone che vivono per strada ce lo ricordano ogni giorno, ogni volta che entrano nel nostro metro quadrato.

È sbagliato pensare che chiunque meriti di essere rispettato? Ascoltato? Curato? Secondo noi no. Anzi.

Probabilmente tutti meritano una seconda possibilità nella vita. Noi, con i nostri servizi di strada, offriamo loro una presenza che proviamo a rendere ogni volta intensa, di senso ma anche discreta e rispettosa.

Con il Tuo aiuto questi servizi potranno acquistare beni di prima necessità da consegnare a chi è più in difficoltà (thè, caffè, biscotti, crackers, brioches…) ma anche indumenti puliti e molto altro.

Con il Tuo aiuto – e non importa quanto grande o piccolo – potremo continuare a incontrare persone, storie, situazioni e cercare, al meglio delle nostre capacità, di fare la nostra parte.

Anche per Te o per Noi se un giorno (e non ce lo auguriamo) ne avessimo bisogno.

Grazie per ciò che farai.

Per Noi è già tantissimo.

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