Informazioni sul progetto

La sezione di Potenza dell’Associazione Italiana Persone Down nasce nel luglio 1993 con lo scopo di favorire il pieno sviluppo sociale, mentale ed espressivo delle persone trisomiche e di aiutare le famiglie ad affrontare e risolvere le situazioni legate alla nascita di bambini con sindrome di Down (sD), alla loro educazione, al loro inserimento nella scuola, nel lavoro, nella società. Sulla base di tali presupposti l’Aipd di Potenza ha strutturato, nel corso di questi anni, alcuni percorsi rivolti a soggetti con sD, dall’infanzia all’adolescenza e all’età adulta, che mirano, con il coinvolgimento delle famiglie, alla costruzione dell’identità, dell’autonomia, dell’indipendenza, della partecipazione. L’esperienza sul campo e un’indagine interna evidenziano come per i giovani adulti con sD, le occasioni di aggregazione e di incontro nel tempo libero, in contesti svincolati da una connotazione sulla disabilità, risultino insufficienti e disomogenee per territorio di appartenenza.

Il progetto “Che spettaloco! L’arte di stare insieme” parte dalla convinzione, ormai provata e riconosciuta, che il teatro abbia una grande valenza educativa. L’attività teatrale, sia in forma di laboratorio attivo, sia in forma di visione partecipativa, può rispondere a bisogni urgenti che le persone si trovano ad affrontare nelle diverse situazioni che la società contemporanea gli impone di affrontare quotidianamente. Questo è ancora più vero quando ci troviamo di fronte a soggetti deboli (con disabilità, con disagio psichico) o a realtà dove è indispensabile favorire l’integrazione e la partecipazione di tutti a un fine comune

 

Motivazioni

Il progetto “Che Spettacolo!” vuole offrire alle persone con sindrome di Down l’opportunità di esprimere la propria creatività, di divertirsi, di usufruire del proprio territorio, di conoscersi e di stare insieme attraverso un’attività di tempo libero in un gruppo e un percorso di avvicinamento al teatro. Il laboratorio teatrale è infatti un efficace mezzo di espressione e condivisione di momenti di gioco e di crescita personale in quanto è proprio del teatro essere luogo privilegiato in cui le diversità possono incontrarsi, interagire e riconoscersi come valore. Mettere al centro di questo percorso la persona con sindrome di Down, significa esaltare l'essere umano che in ogni sua condizione può sperimentare sulla scena la massima espressione di sé

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